Le manovre pubblicitarie di Philip Morris al limite della legalità

Come aumentare le vendite di una nuova sigaretta quando la legge proibisce la pubblicità? Il gigante del tabacco Philip Morris sembra aver trovato la soluzione: pagare i ristoratori per sollecitare i clienti al loro posto. Promo, SMS, false promesse, insomma, un business intelligentemente orchestrato che ha come finalità quello di convertire vapers e fumatori classici alla IQOS.

Sono stati coinvolti, per l’occasione, gestori di ristoranti e di bar alla moda di Parigi, per organizzare feste che abbiano proprio l’obiettivo di pubblicizzare in maniera alternativa il prodotto di Philip Morris.
Ma come funziona questa trovata? In che modo si promuove? Molto semplice: i camerieri si avvicinano ai clienti come normalmente si fa, ma, oltre a prendere le ordinazioni, indicano i rappresentanti del marchio, presenti sul posto, dicendo che sono lì per far scoprire loro questo prodotto. In cambio i gestori ottengono buoni da Philip Morris.
Altra pratica pubblicitare del gigante del tabacco è quella di organizzare eventi a cadenza mensile per i nuovi fan di IQOS con alcolici gratuiti.

“E’ totalmente illegale” afferma la Direzione Generale della Salute (DGS). “Un crimine con la complicità di ristoratori e camerieri, doppio se il bicchiere offerto contiene alcolici”. Nonostante non si sia ancora passati all’intervento, il DGS assicura che questi metodi pubblicitari sono sotto osservazione, perché l’industria del tabacco ha gravi responsabilità in termini di violazione della legge.

Philip Morris, dal suo canto, ha dichiarato che “IQOS ha bisogno di spiegazioni su come funziona e c’è bisogno che queste informazioni le diano esperti specializzati che conoscono il dispositivo. Per quello che riguarda il quadro competitivo del settore, Philip Morris France non commenta i dettagli della politica commerciale di IQOS, ma ribadisce che è molto attenta alle leggi francesi”.

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